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Strumenti per la valutazione della ricerca scientifica

Le banche dati citazionali forniscono informazioni sul valore di impatto di ogni singola pubblicazione scientifica, così come sulla produzione complessiva di una scienziata o di uno scienziato, di un laboratorio, di un dipartimento e di un intero ateneo.

Le banche dati citazionali

A cosa servono le banche dati citazionali?

  • Le banche dati citazionali consentono di raccogliere materiale specialistico un qualsiasi lavoro di ricerca. E proprio come le banche dati bibliografiche raccolgono citazioni e abstract di articoli di riviste scientifiche autorevoli.
  • Inoltre nel processo di valutazione dei risultati di una ricerca, forniscono informazioni sull’area geografica in cui è stata maggiormente sviluppata, sugli istituti che se ne sono occupati, sui finanziamenti che ha ottenuto, e sulle ricadute d’impatto all’interno della comunità scientifica.

Le principali banche dati a cui si fa ricorso per la valutazione citazionale sono:

  • Web of Science: è l’unica banca dati che detiene i diritti di elaborazione dell’Impact Factor, che produce insieme a molti altri indici citazionali. Consente l’interrogazione simultanea dei tre database: Science Citation Index (SCI), Social Sciences Citation Index (SSCI)e Arts and Humanities Citiation Index (AHCI). 
  • Scopus: prodotto dall’editore Elsevier, è presente sul mercato dal 2004. E anch’esso un databasebibliografico e come Web of Science offre alla sua utenza sia la possibilità di fare ricerca bibliografica che di effettuare valutazioni citazionali fornendo un’ampia serie di indici specifici. I dati citazionali messi a disposizione da Scopus sono elaborati dalla società scientifica SCImago

Motori di ricerca scientifici

  • Google Scholar: motore di ricerca gratuito e liberamente accessibile in rete. Indicizza letteratura specialistica di area scientifica e accademica.

Come proporre libri, riviste o un repository istituzionale per l’indicizzazione in Google Scholar

Gli indici bibliometrici

Gli indicatori bibliometrici sono indici che valutano quantitativamente l’impatto della ricerca all’interno della comunità disciplinare di appartenenza. Gli indicatori bibliometrici possono essere applicati alla produzione di un singolo autore, di un periodico, di un gruppo di lavoro, di una comunità scientifica, di un ateneo, di un intero paese, ecc.

Alcuni indici sono coperti da copyright e sono forniti solo da particolari editori. E’ il caso per esempio dell’Impact Factor che è proprietà esclusiva dell’editore Clarivate Analytics ed è consultabile esclusivamente tramite la banca dati Journal Citation Reports). 

Gli indicatori citazionali sono moltissimi e in costante incremento. Di seguito vi è un elenco veloce dei soli indicatori più noti.

  • Impact Factor: è il più noto degli indici citazionali. È in pratica una media fra il numero di citazioni dei lavori pubblicati in una certa rivista e il numero totale di lavori pubblicati dalla stessa rivista nei due anni precedenti.  È un indice coperto da copyright, e può essere fornito e consultato solo tramite i prodotti dell’editore Clarivate Analytics, e in particolare il database Journal Citations Reports.

Il suo valore varia moltissimo nelle diverse aree disciplinari, e la sua interpretazione dovrebbe sempre tenere conto dell’andamento medio dello stesso IF nell’area di pertinenza considerata.

  • H-index: quantifica la prolificità e l'impatto del lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori, basandosi sul numero delle loro pubblicazioni e il numero di citazioni ricevute. I calcolatori di h-indexsono facilmente reperibili in rete e sono accessibili a chiunque: oltre a Web of Sciencee a Scopus, che sono prodotti a pagamento, l’h-index viene calcolato gratuitamente ad esempio da Google Scholar oppure dai software liberamente scaricabili PoP (Publish or Perish) o Quadsearch.

Altri indici ricavabili da Web of Science, da Scopus o da Google Scholar sono: